Astrofotografia deep sky: Messa a fuoco in live view con DSRL ed ottiche fotografiche

La delicata operazione di messa a fuoco delle stelle è quella fase della fotografia astronomica che avviene prima dello scatto e serve per ottenere immagini dei soggetti inquadrati con la massima nitidezza e dettaglio, in astrofotografia occorre aver già impostato i settaggi base della Reflex per procedere a questa regolazione, in caso contrario non avrebbe senso procedere con i tentativi di messa a fuoco e di avvio delle riprese.

Mettere a fuoco correttamente nella fotografia astronomica deep sky con l’ausilio delle Reflex digitali corredate di ottiche fotografiche tradizionali non è un’operazione molto facile, spesso viene eseguita in modo non corretto.

Vediamo su quali tasti della reflex agire per entrare nella modalità live view e come gestire lo zoom:

il pulsante a destra del mirino (mod. video) attiva il live view, il + ed il – attivano la navigazione dello zoom con 3 step, immagine intera, 5 x e 10 x, con il procedere della pressione sul tasto + lo zoom riparte a ciclo continuo dal punto di partenza. I tasti su, giù, destra, sinistra permettono l’esplorazione del campo di anteprima live view per spostarci dal centro del fotogramma ai bordi.

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Tabella comparativa con alcuni modelli delle Reflex digitali Canon Eos più utilizzate in astrofotografia

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Come correggere il difetto di coma ai bordi a vantaggio di una uniforme messa a fuoco su tutto il fotogramma?

L’errore più frequente è quello di cercare la massima puntiformità possibile dall’immagine generata dalla luce di una stella posta al centro del campo, ignorando tutti quelli che sono i limiti imposti dalla costruzione ottica degli obiettivi tradizionali che, sempre, alle massime aperture del diaframma restituiscono fenomeni di coma, distorsione ed aberrazione.

Una stella può apparire alla massima puntiformità al centro del campo, mentre un’altra stella può essere, causa l’effetto del coma, allungata ai bordi, di conseguenza, lavorando preferibilmente con rapporti focali medio bassi f 2,8 – f 4 conviene cedere una leggerissima puntiformità stellare al centro del campo a favore di una forma stellare il meno possibile allungata e deformata delle stelle poste ai bordi. Questa azione viene eseguita sulla regolazione fine di messa a fuoco messa a disposizione dalla ghiera dell’obiettivo.
Dal momento che l’apprezzabilità generale di una foto astronomica eseguita con ottiche fotografiche atte a riprendere i grandi campi si manifesta con la visione di insieme, l’occhio non riconosce la minima differenza generata da questo accorgimento, anche perché con gli abbondanti Mega pixel a disposizione dei moderni CMOS delle reflex digitali possiamo anche ridurre il formato di immagine (ri campionamento) a favore di una percezione migliore della puntiformità stellare e dei dettagli del soggetto ripreso su tutto il campo dell’immagine.

Le lunghe esposizioni generano stelle molto più grandi e con luce diffusa rispetto le pose brevi che si effettuano per la regolazione di messa a fuoco soprattutto sulle stelle più luminose, mentre le stelle di fondo, le meno luminose, non risentono troppo di questa tecnica a favore della miglior estetica delle stelle ai bordi del fotogramma. Stiamo parlando di fotografie a largo campo con ottiche fotografiche e non di immagini telescopiche profonde con CCD.

Per eseguire questa operazione con successo occorre mettere a fuoco le stelle luminose ai bordi del fotogramma fino a vederle nell’anteprima del Live View con una forma pressoché sferica o con il minimo di deformazione. Quando la figura seppur lievemente deformata della stella occupa un area dei pixel minima abbiamo eseguito una messa a fuoco stellare corretta. E’ preferibile eseguire l’operazione di verifica delle messa a fuoco su tutti e 4 i bordi dell’anteprima in modalità live view zoom 10x verificando la figura a fuoco delle stelle non troppo luminose.

La funzione live view va utilizzata al massimo ingrandimento come scritto (di solito 10 x) e per accedere a questa procedura con facilità nella visualizzazione delle stelle più brillanti occorre avere nel corredo fotografico delle ottiche molto luminose e nel limite del rapporto qualità prezzo, che possano essere quasi esenti dai difetti di coma, distorsione ed aberrazione cromatica entro e non oltre i primi 3 stop di chiusura del diaframma.

Non è mai consigliato lavorare alla massima apertura di un’obiettivo fotografico in astrofotografia salvo casi di estremo rimedio, si consiglia di chiudere almeno di 1 o 2 stop.

Ecco gli esempi pratici:

Figura 1, stelle in centro all’inquadratura a fuoco con minimo diametro ottenibile,

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Figura 2, stelle in centro all’inquadratura a fuoco quasi preciso per favorire la diminuzione del coma presente in figura 3 (notare la stella luminosa con diametro più grande rispetto la figura 1),

 

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Figura 3, stelle al bordo alto a sinistra all’inquadratura a fuoco con minimo diametro ottenibile, coma molto visibile,

 

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Figura 4, stelle al bordo alto a sinistra all’inquadratura a fuoco con regolazione del fuoco come per la figura 2 ottenendo una figura stellare il più possibile tondeggiante,

 

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Le regolazioni da tenere sono quelle rappresentate nella figura 2 e 4, diametri stellari leggermente più grandi al centro, ma stelle poco deformate ai bordi.

Ecco le dimostrazioni:

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Ecco il problema apparso in una sessione fotografica, al centro le stelle non hanno deformazioni, ai bordi sono molto deformate. 

Questa tecnica di messa ha fuoco è stata dagli autori chiamata “Tecnica di correzione del coma con messa a fuoco stellare a priorità laterale”.

 

I limiti pratici delle ottiche poco luminose (di serie)

Ad esempio un obiettivo da 50 mm f 2,8 non mostrerà molte stelle nell’immagine d’anteprima in live view mentre un 50 mm f 1,4 mostrerà le stelle di prima, seconda e terza magnitudine con facilità, anche ai bordi. Se l’obiettivo ad f 2,8 inizia a mostrare quasi assenti i difetti citati chiudendo il diaframma ad f 8, ben oltre il terzo stop, non dobbiamo assolutamente considerarlo come valido per l’astrofotografia a grande campo perché diventa troppo poco luminoso, allungando notevolmente i tempi di esposizione.

Esistono obiettivi molto costosi che lavorano benissimo a tutta apertura ma occorre valutare la convenienza di spesa a favore, magari di un piccolo telescopio.

Vediamo quali sono le lenti, gli obiettivi fotografici consigliati per astrofotografia dal’ottimo rapporto prezzo prestazioni nel mercato attinente alle Reflex più indicate per il genere fotografico trattato, quelle della serie Canon EOS:

Nel mercato fotografico dell’usato si possono trovare diverse ottiche a focale fissa che si prestano alla fotografia astronomica a grande campo, esistono obiettivi che producono stelle molto buone a tutta apertura ma occorre valutare sempre la convenienza in termini di prezzo, specialmente se parliamo di ottiche di produzione al livello di Leica e Zeiss.

Gli obiettivi dal miglior rapporto qualità prezzo più consigliati per Dsrl Canon Eos sono:

Sigma 20 mm f 1,8 per Canon

Samyang 35 mm f 1,4 per Canon

Canon 50 mm f 1,4 USM

Canon 100 mm f 2 USM (test Canon ef 100 mm f2)

Canon 200 mm f 2,8 L II USM

Sigma 70-300 f 4 – f 5,6 Apo DG per Canon

Molti star test di obiettivi fotografici applicati all’astrofotografia sono presenti nel sito dell’astrofilo Lorenzo Comolli.

Michele Bortolotti ed Erika Mocci (per consulenza info.fotoastronomiche@gmail.com)

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